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BREVE STORIA DELLA CHIESA

La chiesa di San Fermo Minore di Bra’ (o in Braida), conosciuta soprattutto con il nome di “Chiesa dei Filippini”, è una chiesa di Verona, dedicata ai Santi Martiri Fermo e Rustico, come la vicina imponente chiesa gotica, che accoglie le spoglie dei due martiri e come anche altre due chiese in zona andate distrutte nell’800.

L'idea di costruire una nuova chiesa venne ai padri Filippini nel 1746, essendo la vecchia chiesa medioevale - a loro affidata da poco più di una trentina d’anni - ormai scomoda, troppo piccola e angusta. L'incarico della progettazione e costruzione fu affidato ad Andrea Camerata, un architetto veneziano, che propose un'architettura vicina ai modelli palladiani. La fabbrica fu benedetta nel 1759 all'avvio dei lavori, i quali continuarono fino al 1791 quando fu solennemente consacrata dal vescovo di Verona mons. Avogadro, sovvenzionati dalle elemosine dei fedeli e dai contributi dei padri Filippini, come recita la grande lapide sopra la bussola della chiesa.

La chiesa in stile neoclassico venne arricchita di numerose opere d'arte (alcune trasferite dalla precedente chiesa) e dalla croce miracolosa della chiesa di San Fermo Minore o San Fermo Piccolo (dopo che quest'ultima venne demolita nel 1898 per consentire l’allargamento del macello comunale).

Durante la seconda guerra mondiale la chiesa venne gravemente danneggiata da un bombardamento aereo, anche se la croce si salvò ancora una volta. Nel secondo dopoguerra (1949) la chiesa venne ristrutturata quasi del tutto secondo le architetture originali e venne quindi riaperta al pubblico.

Il campanile, con una originale cuspide a cipolla (per marcare l’affinità filoaustriaca dei padri Filippini che erano rimasti in territorio francese), ospita un concerto di sei campane (più una fuori scala) in scala musicale di Sol3, fuse dalla ditta Cavadini nel 1933. Anche oggi vengono suonate manualmente secondo la tecnica dei concerti di Campane a sistema Veronese.

 

BREVE STORIA DI SAN FILIPPO NERI E DELLA CONGREGAZIONE DELL’ORATORIO

Filippo Neri nasce a Firenze il 21 luglio 1515, e riceve il battesimo nel "bel San Giovanni", il Battistero di Firenze, il giorno seguente, festa di S. Maria Maddalena. Vive con la famiglia e a 18 anni viene mandato nell’odierna Cassino presso uno zio per imparare l’arte del mercante di stoffe. Non è però la sua strada. Lo troviamo infatti a Roma, a partire dal 1534.

Vi si recò, probabilmente, senza un progetto preciso. Roma, la città santa delle memorie cristiane, la terra benedetta dal sangue dei martiri, ma anche, per tanti uomini, fonte e desiderio di carriera e di successo. Qui il giovane Filippo cercò e trovò alimento per il suo desiderio di intensa vita spirituale. Vi giunse come pellegrino, e con l'animo del pellegrino penitente, del "monaco della città" per usare un'espressione oggi di moda, visse gli anni della sua giovinezza, austero e lieto al tempo stesso, tutto dedito a coltivare lo spirito.

Studiando dagli Agostiniani e alla “Sapienza” e fungendo da precettore a due giovani rampolli della benestante famiglia Caccia, sotto la direzione spirituale di P. Persiano Rosa, maturò lentamente la chiamata alla vita sacerdotale. Filippo se ne sentiva indegno, ma sapeva il valore dell'obbedienza fiduciosa ad un padre spirituale che gli dava tanti esempi di santità. A trentasei anni, il 23 maggio del 1551 fu ordinato sacerdote. Tra i discepoli del santo, alcuni, maturarono la vocazione sacerdotale, innamorati del metodo e dell'azione pastorale di P. Filippo (ricordiamo tra tutti Cesare Baronio e Francesco Maria Tarugi, entrambi futuri cardinali). Nacque così, senza un progetto preordinato, la "Congregazione dell'Oratorio": la comunità dei preti che nell'Oratorio (luogo di preghiera, orazione, catechesi, formazione, arte e musica sacra) avevano non solo il centro della loro vita spirituale, ma anche il più fecondo campo di apostolato.

Nel 1575 Papa Gregorio XIII affidò a Filippo ed ai suoi preti la piccola e fatiscente chiesa di S. Maria in Vallicella, a due passi da San Girolamo della Carità e da San Giovanni dei Fiorentini, erigendo al tempo stesso con la Bolla "Copiosus in misericordia Deus" la "Congregatio presbyterorm saecularium de Oratorio nuncupanda". Filippo, che continuò a vivere nell'amata cameretta di San Girolamo fino al 1583, e che si trasferì, solo per obbedienza al Papa, nella nuova residenza dei suoi preti, si diede con tutto l'impegno a ricostruire in dimensioni grandiose ed in bellezza la piccola chiesa della Vallicella, conosciuta ora da tutti col nome di “Chiesa Nuova”.

Qui trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita, nell'esercizio del suo prediletto apostolato di sempre: l'incontro paterno e dolcissimo, ma al tempo stesso forte ed impegnativo, con ogni categoria di persone, nell'intento di condurre a Dio ogni anima non attraverso difficili sentieri, ma nella semplicità evangelica, nella fiduciosa certezza dell'infallibile amore divino, nella letizia dello spirito che sgorga dall'unione con Dio. Si spense nelle prime ore del 26 maggio 1595, all'età di quasi ottant'anni, amato dai suoi e da tutta Roma di un amore carico di stima e di affezione.

"Apostolo di Roma" lo definirono immediatamente i Pontefici ed il popolo Romano, attribuendogli il titolo riservato a Pietro e Paolo, titolo che Roma non diede a nessun altro dei pur grandissimi santi che, contemporaneamente a Filippo, avevano vissuto ed operato tra le mura della Città Eterna. Venne canonizzato a Roma il 12 marzo 1622.

 

LA CONGREGAZIONE DELL’ORATORIO A VERONA

La Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri di Verona ebbe inizio ufficiale in Verona il 20 aprile 1713, giorno in cui Mons. Gianfrancesco Barbarigo, Vescovo della Diocesi, la eresse con suo decreto. La devozione a San Filippo in Verona, però è molto antica e si può affermare che risalga al tempo in cui il Santo era ancora vivente. Si sa con certezza che il Cardinale Agostino Valier, amicissimo del Santo, lo celebrò nel suo “dialogo su San Filippo o della Letizia Cristiana”; inoltre aveva introdotto in Verona gli esercizi dell'Oratorio di Roma.

I primi sacerdoti che iniziarono la Congregazione furono: Don Lodovico Armani, Don Mattia Stecherle, Don Benedetto Poli.

Erano soliti alla domenica e negli altri giorni festivi trovarsi insieme presso gli eremiti di Tagliaferro vicino ad Avesa e trascorrere con quei religiosi alcune ore in preghiera e raccoglimento. Desiderando una Chiesa più opportuna per il genere di funzioni che intendevano iniziare fecero pratiche per ottenere la Chiesa dei SS. Apostoli, quella di S. Lucia, ma inutilmente, e perciò accettarono quella offerta da Mons. Barbarigo. Ottenuto anche l'assenso della Serenissima per mezzo di Mons. Bianchini, venne loro concessa in perpetuo la suddetta Chiesa di San Fermo Minore in Braida e Mons. Barbarigo stese il decreto di erezione in data 20 aprile 1713.

Il 1787 segna una data memoranda per Verona perché in quell'anno San Filippo fu proclamato protettore del Clero di Verona e compatrono della Città di Verona.

Ma vennero i giorni del lutto per l'Oratorio di San Filippo e fu quando la bufera napoleonica travolse la Congregazione assieme agli altri ordini religiosi. Non se ne andarono mai del tutto dovendo cinque di loro occuparsi della cura d’anime della Parrocchia, ma ne furono allontanati quasi una ventina e furono privati di gran parte della casa. Nel 1820 i Filippini furono dall'Austria reintegrati in gran parte dei loro diritti e il 2 febbraio 1821 i Padri superstiti che lo vollero poterono rientrare nella loro Casa e riprendere gli esercizi dell’Oratorio. Un'altra bufera si scatenò sulla Congregazione nel 1867 a causa delle soppressioni stabilite dal governo italiano, lasciando i Padri privi di nuovo di gran parte della propria casa e dei loro beni, nelle mani unicamente della Divina Provvidenza.

Anche dopo questa dura prova poterono riprendere la loro vita comune e il loro fecondo apostolato. Da ricordare fra i molti: l'enciclopedico Girolamo Da Prato, Gianfrancesco Manzoni, Ippolito Bevilacqua, l'insigne filologo Antonio Cesari, Giovanni Battista Bertolini, il liturgista Bartolomeo Tolasi, Bartolomeo Morelli, Luigi Medici, Carlo Zamboni, il letterato Bartolomeo Sorio e infine il servo di Dio Luigi Perez. 

 

LA SANTITA’

San Filippo Neri (1515-1595)

San Francesco di Sales (1567-1622)

San Luigi Scrosoppi (1804-1884)

San Josè Vaz (1651-1711)

San John Henry Newman (1801-1890)

Beato Giovanni Giovenale Ancina (1545-1604)

Beato Antonio Grassi (1592-1671)

Beato Sebastiano Valfrè (1629-1710)

Beato Salvio Huix Miralpeix (1877-1936)

 

CHI SONO I PADRI FILIPPINI E “COME FUNZIONANO”?

La Confederazione dell'Oratorio di san Filippo Neri riunisce le Congregazioni che, a partire dalla prima - fondata in Roma dal Santo e canonicamente eretta nel 1575 da Papa Gregorio XIII con la Bolla "Copiosus in misericordia Deus" - sono state erette, lungo i secoli, dalla Sede Apostolica "ad instar Congregationis Oratorii de Urbe" (sul modello della Congregazione di Roma).

Tali Congregazioni - che hanno raggiunto in varie Nazioni, nel corso di secoli, il numero di circa trecento - vissero in totale autonomia (legate tra loro da soli vincoli spirituali e dal testo delle comuni “Constitutiones”, approvate da Papa Paolo V nel 1612) fino a quando, in tempi recenti, la Sede Apostolica istituì un legame giuridico che, pur nella originaria autonomia delle Case "sui juris", unisse in modo più organico le Comunità nella neocostituita Confederazione.

Al momento attuale, 90 Comunità, dette ognuna "Congregazione dell'Oratorio", costituiscono la Confederazione. Esse sono presenti in 20 Nazioni: 60 Congregazioni in Europa, 28 in America Settentrionale, Centrale e Meridionale e 2 in Africa per un totale di 490 membri aggregati, ai quali si aggiungono una cinquantina di “novizi” ed una sessantina di aspiranti.

Suddivise per area linguistica, risultano 20 Congregazioni di lingua italiana, 27 di lingua spagnola, 16 di lingua inglese, 11 di lingua tedesca, 7 di lingua polacca, 4 di lingua francese, 2 di lingua afrikaans, 1 di lingua olandese, 1 di lingua portoghese e 1 di lingua lituana.

Sono attualmente costituite 7 Federazioni, organismo - previsto dagli Statuti Generali ma di cui è del tutto libera l'istituzione e l'aggregazione - a cui è affidata la funzione di collegamento tra Congregazioni di una stessa area geografica.

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